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La Pasqua di Scicli è differente rispetto al resto della Sicilia, dove lutto e dolore prevalgono nelle celebrazioni del Venerdì Santo. La Pasqua di Scicli esplode di domenica nella Festa del Gioia: la Festa dell’Uomo Vivo, che celebra con forza la resurrezione e la vita.

Dopo i riti religiosi della Settimana Santa, la mattina del I aprile 2018, la statua del Cristo Risorto si dona ancora una volta all’abbraccio prepotente e festoso della gioventù, che muove in processione impetuosa dalla chiesa di Santa Maria La Nova alla chiesa del Carmine. Mentre le vie barocche risuonano di musiche tradizionali, sotto una tempesta di fiori sparsi dai balconi della città.

La sera stessa la statua ritorna, trasportata dai fedeli, a Santa Maria La Nova, tra gli spari dei mortai e i fuochi d’artificio, che illuminano a giorno il paesaggio dei Monti Iblei.

È questa la Festa del Gioia, una passione che nega ogni sofferenza, e anzi si manifesta nelle annacature goliardiche dei portatori: giovani uomini che sollevano la vara del Cristo in un vortice di movimenti oscillatori, dal basso all’alto e viceversa. E la sbilanciano ora su un lato, ora sull’altro, e la riportano dritta al centro della mischia, e la roteano, su se stessa, con frenesia, in un crescendo di vitalità.

Un rito arcaico e pagano di chiaro significato simbolico, al grido di «Gioia! Gioia! Gioia!»: è questo, a Scicli, il nome di Cristo. Al maschile: u Gioia. Stessa radice linguistica di gaudio, gioco, godimento… per festeggiare il divino che per un giorno gode della sua carnalità.

Non a caso in passato, nel giorno di Pasqua, la statua del Cristo Risorto, visitava, per mano dei portatori, i luoghi più profani: bettole e sezioni sindacali, il carcere, l’ospedale… e il casino alle porte della città.

Pasqua Scicli

Una statua lignea dalle forme vigorose e dal fascino sensuale, protagonista dei riti pasquali sciclitani, che hanno folgorato anche Vinicio Capossela, cantautore, scrittore e artista visionario. Compositore della canzone L’uomo vivo (Inno alla gioia), nel nome di un Cristo che «ha lasciato il Calvario e il sudario / ha lasciato la croce e la pena / si è levato il sonno di dosso / e adesso […] / per sempre è con noi!».

Un Cristo umano che «barcolla traballa / al Cielo si solleva […] / Che Cristo com’era è tornato cristiano»… ed è «pazzo di gioia!».

Una festa da non perdere, che segna il momento più intenso della Pasqua di Scicli. E travolge anche gli osservatori nella vertigine, dionisiaca e primaverile, della rinascita e del rinnovamento.

Per viverla, ti aspettiamo a Casa Imbastita. E ti invitiamo a contattarci per scoprire tutte le tradizioni della Settimana Santa, e uno dei riti più affascinanti della Sicilia barocca.

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